Mondongo Transparent Skin
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Band: Mondongo
Title: Transparent Skin
Catalog: MPL010
Released: March 1st 2011
Format: CD
Packaging: jewel box
Tracks: 8
Running time: 55'39"

Tracklist
2: Splurge to Purge
3: Mantra
4: Our Connection
5: Chynx'n Pooh Renewed
7: Strange Daze
8: Unconcurred

Press
Press release (EN)
Cover (300dpi)

Mondongo

Transparent Skin

Reviews

ALIAS/IL MANIFESTO
Guido Festinese
GUSTOSO. Molto spesso in Italia tocca alla piccole etichette sopperire alla mancanza di coraggio di quelle grandi, nel jazz. Soporiferi, innocui modelli mainstream inculcati a forza di luoghi comuni lasciano il posto a maestri scomodi, per un volta. Come nel caso dei Mondongo, formazione per tre quarti italiana e per un quarto canadese, quello del leader e ottimo batterista André Michel Arraiz-Rivas. I maestri scomodi, qui, sembrano Threadgill e Steve Coleman: per il furor geometrico delle soluzioni, per un inquieto «ricercare» che rende la musica sempre un passo oltre. Due sax spesso in controcanto (Francesco Bigoni e Piero Bittolo Ton), il basso mobilissimo di Giacomo Papetti. Tutti attivi anche in contesti non canonicamente «jazz».

SENTIREASCOLTARE
Stefano Solventi
Il batterista canadese André Michel Arraiz-Rivas è tipo versatile, uno che te lo ritrovi a macinare prog coi Quasiviri e spettri post-folk coi Ronin, tanto per dire. Capita poi che gli prenda l'urgenza del jazz, ed eccolo imbastire d'amblé un quartetto made in Italy, battezzarlo Mondongo - come una ipercalorica zuppa tradizionale sudamericana - e licenziare un album da far drizzare le orecchie. Transparent Skin - questo il titolo - sono otto tracce più una (fantasma) all'insegna di modern jazz molto groovy, due sax - l'alto di Piero Bittolo Bon e il tenore di Francesco Bigoni - a pennellare melodie calde, duttili e pensose sulla trama ritmica ora serrata, ora sinuosa e mai banale intrecciata da Arraiz-Rivas col basso elettrico di Giacomo Papetti. Il lirismo cinematico di Wayne Shorter e l'immediatezza angolosa di Steve Coleman sono i riferimenti dichiarati, l'esito è un post-bop che ammicca l'improvvisazione con una brama di nuove direzioni prediligendo all'astrazione una fisicità coinvolgente, al cui orizzonte estetico non sono estranee movenze hip-hop più o meno omeopatiche (Our Connection, Unconcurred). Non capita spesso d'imbattersi in un jazz tanto contemporaneo. (7.4/10)

IL TIRRENO
Guido Siliotto
Hanno scelto di chiamarsi come una zuppa tradizionale sudamericana, il che la dice lunga sulle intenzioni dei quattro musicisti accomunati dalla ditta Mondongo (anche perchè tale pietanza comprende trippa, radici e zampa di maiale!). A guidarli, il batterista canadese André Michel Arraiz-Rivas, che ha composto tutti i brani presenti sul disco, già avvistato ai tamburi con due cult-band in ambito rock italiano come Quasiviri e Ronin. Con lui ci sono Piero Bittolo Bon (sassofono contralto), già coinvolto nel collettivo El Gallo Rojo, Francesco Bigoni (sassofono tenore) e Giacomo Papetti (basso elettrico). La musica di "Transparent Skin" è, in effetti, una miscela che trova nel jazz il suo ingrediente principale, insaporito però da una sezione ritmica che volentieri si avventura in lidi funk, mentre i due sassofoni qua si sfidano e là dialogano, con risultati davvero convincenti. Un disco che rappacifica con la musica chi magari è stanco di eccessi sperimentali, ma che sa nel contempo intrigare anche chi non si accontenta della solita solfa.

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