Rosolina Mar Before and After Dinner
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Band: Rosolina Mar
Title: Before and After Dinner
Catalogo: MPL003
Uscita: gennaio 2006
Formato: LP
Packaging: gatefold
Tracce: 12
Durata: 46'08"
Distribuzione: Audioglobe

Tracklist
1: Domenica mattina la benedizione dei trattori
2: Protopapetti
3: Mingozo di mongozo
4: L'ora di religione
5: Flesh Dance
6: Before and after Dinner
7: Il culto del cavo elettrico
8: Sea Tomato
9: Amore tossico
10: Isa Eyes
11: Car Patch (D-Tone)
12: Tuttopapetti

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Copertina (HI-res)

Rosolina Mar

Before And After Dinner

LP MPL003 2006

At their second experience with a full-lengh release, Rosolina Mar let their sound deflagrate with all its explosive power. In thirty-seven-something minutes, "Before and After Dinner" offers fragments of different genres, styles and techniques, ranging from eighties' American indie rock (Minuteman, Dinosaur Jr) to new wave, from genuine funk to kraut-rock, from reggae to acid rock, until it meets with a primordial blues (Captain Beefheart's influences can clearly be spotted). The work is split up into minimum sections, sewn up together again with absolute craftsmanship, or, alternatively, with the skill of a real turntablist (yet the three from Verona use their instruments and do not work behind a turntable). The band can manage to shift from a register to another within seconds, leaving the listener incapable of distinguishing the various influences that converge and blend into this new album. Rosolina Mar prove themselves once again a power trio, anomalous and shocking, even more powerful when considered the absence of a bass guitar (made superfluous by Andrea Belfi's spectacular drumming), replaced by a second guitar, which makes the sound solid and almost brutal, yet overwhelming and rich with shadings, to be fully appreciate only after many a listen (thanks also to the more than perfect production by Fabio Magistrali). Rosolina Mar's sound is a palette of moods and colours, a wild run through the various eras of rock, featuring stop&gos, sudden shifts of atmosphere, rhythmic and quick break-ups and efficacious instrumental solos. Rosolina Mar is an all-around rock band, playing for the fun and the pleasure of doing it, showing in doing so a deeply rooted irony, the trademark and true essence of rock. The three can master their instruments, the subject of their work, and the art of song-writing in an impressive way, carrying it off with the simplicity and the easiness with which they could drink a glass of water.

reviews

Newsic
Paola Andreoni
Un cavallo in corsa, che con la sua potenza attraversa i più colorati paesaggi sonori, passando dal rock, alla psicadelia funk, alle venature blues del post rock, all'hardcore istintivo. Lanciato senza sosta grazie ad un'energia che spinge dal basso "Before and After Dinner" nel suo veloce passaggio (il cd è breve) incanta. Chitarre, due, che si intersecano in forti e incisivi intrecci, e una batteria che corre, quasi impazzita e senza lasciare un attimo la presa; è così che all'implosione di energia succede un improvviso spettacolo pirotecnico di cattiveria e ritmo. Sono tutte fatte ad arte le canzoni di questo album, se dovete esplorare tutto ciò che riescono dare in un unico pezzo assaporate la 9, "Amore Tossico" che già dal titolo....con tanto di dissertazione raggae alla Police. I Rosolina Mar sono unici e si impongono con un suono completo e definito, pur senza basso e voce.

Komakino
Paolo Miceli
Un anno dopo il precedente s/t, ritornano i veronesi Rosolina Mar, con un passo più deciso, dove pur mantenendo la passione per titoli meta-demenziali (Domenica Mattina la Benedizione dei Trattori, Mingozo di Mongozo ), si tuffano meglio che prima negli elettrici anni 7o, specie nell'imperversare sul wha-wha, quasi sforando nell'acid caro agli inseguimenti alla Harry Callahan, per quanto resti ancora dietro l'angolo il canale mono del miglior funk. - Senti in merito Isa Eyes, unico brano dove s'introducono a tradimento due parole di cantato, - o le brevi et intense Tuttopapetti e Protopapetti. Poi mentre la title track come Car Patch (D-tone) piegano più sul lato free-jazz delle due chitarre e batteria, Flesh Dance tocca la scuola fusion, mettendo da parte le malinconie e focalizzandosi invece sull'eccitazione dei cambiamenti della sezione ritmica.

One year after previous s/t full-lenght, italian Rosolina Mar are back with a more decisive step into 7o's electricity. - Notwistanding the same past passion for half-demential titles; They dive into wha-wha driven suites, almost embracing acid jazz in some hot pursuits à la Harry Callahan, even if it stays still after behind the corner the warm splendour of funky mono. - Regarding, listen to Isa Eyes, unique track with two words vocals, - or short and intense Tuttopapetti e Protopapetti. Then, while the title-track as well as Car Patch (D-tone) turn on the free-jazz side of two guitars & drums ensemble, Flesh Dance brush by the fusion music school, putting aside melancholy, but focusing on excitement of the rythm section changes.

CoolClub.it
Giovanni Ottini
Dalla prolifica Wallace Records arriva la seconda prova discografica del power-trio veronese. La differenza palese col loro già ottimo debutto omonimo sta nel numero dei brani che aumenta mentre diminuisce la durata totale del disco. Questo la dice lunga sull'evoluzione musicale che i tre hanno compiuto in questi due anni. Pezzi più risoluti e compatti che arrivano diretti più che mai nella loro deflagrante potenza. Dodici scintillanti episodi strumentali che si fanno apprezzare già dal primo ascolto, pieni di imprevedibili cambi di scena e di umore, amalgamati da una sapiente abilità strumentale. Mentre le due sferraglianti chitarre di Enrico Zambon e Bruno Vanessi intrecciano complesse trame dal flusso sonoro ininterrotto, la puntuale e pulsante batteria di Andrea Belfi riempie lo spettro sonoro con cascate di tempi dispari, contrappunti, sincopi, talvolta anche tempi in levare. Qua e là frammenti di organo vox, fender rhodes, armoniche e percussioni aggiungono colore alle già scoppiettanti composizioni. Un ottimo disco che trasuda rock in tutte le sue accezioni con giochi di rimandi e citazioni da far perdere la testa, il tutto è confezionato a dovere dal buon Fabio Magistrali che incanala nelle registrazioni l'energia viva dei loro fragorosi live set.

Freak Out
Vittorio Lannutti
Il secondo album del gruppo veronese, “Before and after dinner”, segna il cambio di direzione. Enrico Zambon e Bruno Vanessi alle chitarre e Andrea Belfi alla batteria, gruppo nato cinque anni fa con quattro membri provenienti da esperienze nell’ambito punk/hc/noise, esordirono con un omonimo tutto dedito al post ed al math rock. Eclettici e versatili come ogni musicista che si rispetti i RM hanno pensato di optare per un rock aperto e poco sperimentale, sempre tutto strumentale. Le dodici tracce di questo cd hanno infatti una base funky, su cui si strutturano quasi tutti i brani, nei quali vengono rievocate le cose migliori degli anni ’70, quando il rock ha avuto il suo momento d’oro. Tante cavalcate con le due sei corde che si intrecciano e con il batterista che è talmente efficace da non far pesare l’assenza del basso in un rock, spesso orchestrale. Fanno eccezione “Il culto del cavo elettrico” dove è evidente il loro legame con il noise e con il rock indie, così come la massiccia ed intensa “Amore tossico” anch’essa sul versante indie ed il blues primordiale, alternato ai riff hard rock di “Isa eyes”. L’aspetto più accattivante ed intrigante di questo ottimo e splendido lavoro è che il trio veronese dimostra di saper suonare con leggiadria e semplicità, complice di ciò sarà sicuramente la presenza rassicurante del produttore Fabio Magistrali.

ChainDLK
Andrea Ferraris
The new full-length realized by Rosolina Mar celebrates another joint venture between Wallace records and Robotradio after Hell Demonio's debut cd. While paying tribute to the roots of rock, Rosolina Mar differently from many post-rockers are much more into the sound of the 70ies but differently from bands such as Dead Meadows this' just a light influence. If you ever happened to see them live you know how together with Red Warms Farm they're one of best and most active live act around. For what concerns "Before and after dinner" the formula they used for their self tilted second record has remained almost untouched. What we have here is post-rock music well mixed with a seventies' flavor that sounds a lot like Phil Manley's band Golden (less mathematical and much more listenable...oh yes, Manley is the genius of Trans Am). Rosolina's sound is still the same even if this cd is less uniformed than before and apart from the first odd intro it's possible the trio decided to experiment a bit more with song structures and guitar effects. This time the Fabio Magistrali's recording helps to recreate the solid live skill of the group, therefore if you love rock music that moves listeners' feet: this' probably addressed to you. "Before and after dinner" (that looks like a inside joke referred to "Before and after science") has its own alternate moments since not all of the tracks are groundbreaking, but you can bet all of the tracks have been played with an hell of a groove. The cover song of "Flesh dance" deserves a special mention not just for the funny idea to cover the theme of Irene Cara's masterpiece, infact that's also the highest peak touched by Rosolina Mar: trash turned into gold.

Sands Zine
Alez Frassanito
Ecco il secondo full-lengh dei Rosolina Mar, oramai di casa nella prolifica Wallace Records. Le aspettative erano molte, dopo lo splendido esordio del 2004; certo è che il trio veronese nel frattempo non si è assolutamente adagiato sugli allori. Infatti "Before And After Dinner", titolo preso in prestito da Brian Eno e riadattato secondo la filosofia 'gaudente' dei Rosolini, si apre con un pezzo blueseggiante e morbido, con tanto di rumorismi e armonica a bocca. Immediatamente però la scena cambia registro catapultando l'ascoltatore nel più caldo ambiente hard rock dei Seventies, dove il trio rimaneggia con perizia gli stilemi di allora, ma con caratteri strumentali sorprendenti e molto free, stop & go, aperture energetiche e cambi di scena improvvisi e spiazzanti in cui, ad esempio in Mingozo Di Mongozo, la batteria funky, molto articolata, alterna qualche eco esotica a toni di ‘chiaroscuro’, sfociando poi in ritmiche ossessive e ‘definitive’; riffs di blues 'su di giri', spesso tiratissimi (Flesh Dance) e incrociati dalle due chitarre, talvolta strabordano in situazioni 'cazzute' con wah wah a tutto spiano (Isa Eyes) e assolo di sicura attrazione per i nostalgici bikers in pelle nera e borchie. Tutto questo, si sa, i Rosolina Mar lo propongono con una forte dose di intelligente ironia, ma con affettuosa adesione al mondo musicale di riferimento. Provate a vedere un loro concerto, dove non si risparmiano in nulla, dalle mossettine sornione che ammiccano a scene mainstream, all'atteggiamento scanzonato e irriverente: divertimento allo stato puro. Si può dire che in questo secondo appuntamento la band si sia lasciata alle spalle alcune atmosfere più rarefatte, o passaggi meditativi, per spingere l'acceleratore verso soluzioni più immediate, concentrandosi su sonorità robuste, a volte acide ma essenziali e comunque accattivanti. Calde e superbe le registrazioni curate dal Magistrali; simpatici anche se a mio avviso ancora un po’ timidi gli arrangiamenti delle sovraincisioni. Un disco dal sound in continuo mutamento, che non lascia tregua e trascina con sé in un gioco sempre nuovo.

Ondarock
Matteo Lavagna
Rosolina Mar, ovvero: come suonare il rock in modo convincente, nel 2005. Con una formula apparentemente semplice - chitarra, chitarra, batteria, molti riff, assoli quel tanto che basta, gusto ben calibrato tra strizzate d'occhio al passato e robuste dosi di presente - ma frutto di un'evoluzione costante e ben pensata. Se l'esordio del trio (l'album omonimo pubblicato da Wallace nel 2004) era un primo tentativo di coesione ancora orientato verso panorami dilatati e "post" (il proverbiale primo album promettente ma acerbo), la seconda tappa del viaggio dei tre veronesi ci mostra un gruppo maturo, che aggiorna in maniera impeccabile la formula del power trio e - non ci stancheremo mai di ripeterlo - porta il rock, quello sudato, quello divertente, in una terra un tempo dominata da arpeggi sincopati ed equazioni sulla sei corde. Il trio veneto, con questo "Before And After Dinner", tira le somme del proprio lavoro e dei propri ascolti, affinando il proprio linguaggio, definendo più accuratamente certe coordinate solo immaginate durante il primo viaggio: quello che propongono alle nostre orecchie è, insomma, un tentativo di sintesi, un sommario tutt'altro che ordinato e standard della passione bruciante per il rock nella sua più totale accezione. Come un ottimo fotografo, l'animale a tre teste Rosolina Mar cerca lo sguardo panoramico e, allo stesso tempo, la cura per il particolare improvviso, quello che balza agli occhi come una scintilla. Si parlava di sintesi e non si può che richiamare il termine ascoltando "Protopapetti", in cui la sincope rabbiosa dei Fugazi si sposa con cadenze chicagoane mutando ancora e ancora e "Mingozo di mongozo", tutta sinuosità funky aspro per via delle due chitarre, orfano di un basso assente giustificato dall'ottima riuscita del tutto, reso ancor più ritmico e saltellante dalle percussioni un po' latine che via via si fanno strada. Un frullato di passioni, verrebbe da dire, e non si sbaglierebbe di molto il tiro, visto che nel calderone si scorgono i contorni di declinazioni rock quali l'indie (le cadenze wave di "Il culto del cavo elettrico"), il college (in "Flesh Dance" pare di sentire certi Weezer meno scolastici e abbottonati), l'hard dei Led Zeppelin e degli Ac/Dc e il blues deviato di Captain Beefheart prima e degli Us Maple poi. Che dire, poi, di "Amore Tossico", l'unico ibrido possibile tra i Dinosaur Jr. e i Police...? C'è di che divertirsi, insomma: questo gioco di colto revisionismo e di delirio organizzato conserva la sua freschezza anche dopo diversi ascolti, contro ogni aspettativa. Non era facile giocare in questo modo con il rock, ma i tre Rosolina, tutti e tre tecnicamente molto bravi e musicalmente intelligenti, ci sono riusciti. (A margine della recensione dell'album, aggiungiamo che il gioco dei Rosolina riesce molto bene anche dal vivo: prendete gli stessi ingredienti descritti sopra, shakerate molto, molto ma molto a lungo, e avrete uno spettacolo che mantiene tutto ciò che l'album promette, con esecuzioni dei pezzi furiose e coinvolgenti, qualche chicca - schegge di King Crimson o Ac/Dc e altre citazioni che compaiono quando meno te le aspetti - e quel paio di brani del primo album che ancora reggono il confronto con quelli attuali. Come dire: la rivincita delle chitarre e della fisicità?)

Rumore
Gabriele Barone
La musica dei Rosolina Mar, terzetto veronese di due chitarre (Bruno Vanessi, Enrico Zambon) e batteria (Andrea Belfi), spiazza sin dal primo ascolto per la sua imprevedibilità e incredibile versatilità strumentale. I dodici episodi di Before and after dinner costituiscono un flusso sonoro ininterrotto, in cui si mescolano senza soluzione di continuità - anche all'interno di uno stesso brano - i generi, le tecniche e gli stili più differenti: dal post rock di Slint e U.S. Maple al math rock dei Don Caballero, dall'hard rock dei Led Zeppelin al noise, dal blues fino ad arrivare al reggae e ai ritmi latini. Un post rock strumentale, per niente cerebrale ma tutto sudore, energia e divertimento puro. Brani come Flesh dance, Il culto del cavo elettrico rendono arduo qualunque tentativo di classificazione e sono la prova di un talento musicale fuori del comune

Uscita di Sicurezza
Sandro Giorello
Il nuovo disco dei Rosolina Mar, nuova uscita wallace records, non è così divertente: per poco che durano questi 40 minuti, 12 pezzi risultano troppi, o almeno, 12 pezzi così sono troppi. Il trio strumentale, qui alla seconda prova full-lenght, si lancia in un intricato miscuglio di musiche rock, un cut-up di tutto quanto uscito negli ultimi 40 anni con in più quel tocco di intellettualismo strumentale che non guasta. Si parte con un piglio dance (non a caso, sulla quinta traccia, Flesh Dance, potreste cantarci "Manic" tratta dal omonimo film), poi si passa a rock tirati che fanno un po’ il verso ai Block Party e che si perdono in assurdità generiche e pezzi reggae. Poi tutto il settanta, dal progressive al rock più dritto e potente, e ancora dopo con riferimenti a Dinasaur jr e Motorspsycho e la indie anni 90. Ce ne sarebbe ancora, in particolare le divagazioni post-jazz & minimalie, di fatto "Before and After dinner" resta un ottimo disco, (davvero, non state a credere a tutto quello che scrivo) precisione e qualità tecniche indiscusse, ottimi accostamenti a rappresentare un altrettanto ottimo gusto musicale. E’ solo un po’ noiso, tutto qui, compratelo comunque.

Kathodik
Andrea Bontempo
Veniamo al punto: il 2005 è stato un anno fantastico per la musica prodotta nel nostro paese nei circuiti indipendenti, nuove band hanno calamitato l’attenzione di pubblico e stampa, questa estate si sono visti festival degni di tale nome e mai come ora il morale della truppa è alto ma…se ancora non avete ascoltato 'Before and After Dinner' vi manca il pezzo più bello di tutta la stagione. Dopo questa schierata e molto poco oggettiva introduzione, in quanto chi scrive adora questi tre stilosissimi individui (osservare la copertina), possiamo addentrarci nel fantastico mondo tinteggiato dai Rosolina Mar che leggenda vuole forgiati nell’attuale formazione, dopo un viaggio/pellegrinaggio nella nota località balneare, che per chi non lo sapesse è adagiata sulle paludose rive venete. Il qui presente disco richiede alcune condizioni affinché il suo benefico potere agisca al meglio sulla vostra psiche, in prima istanza volume alto dello stereo, meglio se al massimo (fottetevene dei vicini), predisposizione mentale ad accogliere grandi ondate emozionali e la consapevolezza di eventuali effetti collaterali come scatenati movimenti di tutti gli arti, in un fenomeno che và racchiuso sotto il nome di ballo allo stato brado. Ora se ve la sentite potete anche fare una leggera pressione sul tasto PLAY del vostro lettore e lasciarvi semplicemente trasportare da quello che con molto sollievo potrete tranquillamente classificare con una sola parola: ROCK, splendido, cristallino ed insieme contaminato, pieno di riff ma mai prevedibile, e soprattutto spontaneo come se sgorgasse fluido dall’enciclopedia musicale del novecento. Se non credete alle parole del sottoscritto ascoltate Flesh Dance e ditemi se non vi ritrovate ad un perfetto incrocio tra un pezzo dei PFM, degli AC/DC ed un qualsiasi brano emo, oppure nel pezzo che da il titolo al disco in cui sperimentalismi noise sembrano intersecarsi divinamente con qualcosa che richiama gli Allman Brothers Band per poi passare ad una stasi stile post-rock ed infine rituffarsi in picchiata con un riff prepotente sporcato dallo wa-wa. Una band a tutto tondo, due chitarre ed una batteria e molta molta inventiva, la capacità non comune di spaziare con facilità in più generi anche nello stesso pezzo e assolutamente imperdibili dal vivo, questo sono i Rosolina Mar: Enrico Zambon, Andrea Belfi, Bruno Vanessi…tenete questi nomi bene a mente... mastodontico capolavoro abbastanza differente dal precedente lavoro più intimista e riflessivo; qui ci troviamo di fronte il fuoco, la vendetta e la speranza.

Velvet Goldmine
Andrea Facchinetti
Dopo la presenza nella P.O.Box, serie di Wallace Records, ed un disco legato a sonorità musicali affini ai June44, i Rosolina Mar tornano con un nuovo e spiazzante album. Il disco in questione è totalmente strumentale (batteria e doppia chitarra), a parte un versettino in "Isa Eyes" (marcia in evoluzione blues-rock-psichedelica), suonato con passione ed anima ("Protopapetti" e "Before and After Dinner"); questi ragazzi ci forniscono la loro visione del rock' n 'roll: un viaggio tra chitarre e pedaliere. L'attitudine punk è molto forte, così come la volontà di esprimersi in un mood speciale e particolare. Tra un Wuah Wuah, effetto molto conosciuto e altrettanto usato, che sostituisce l'ipotetico vocalist ("Mingozo di Mongozo") e indicazioni ben precise al rock anni '70, c'è un album variegato ("Flash Dance") e molto ben riuscito. Dal vivo dovremmo avere un ulteriore conferma grazie al loro impatto sonoro coinvolgente (lasciando perdere paragoni vari a gruppi storici del rock, che è meglio); non fate gli indifferenti e datevi una mossa, procuratevelo!

Sztuka Fabryka
'Rosalina Mar' is different, this band is pure symphonic rock music. No tough, fast guitar music, but they do use all the possibilities that an electric guitar can do. To create perfect songs with lots of variety. Difficult to say more about this band, because you just have to hear it. Maybe I dare to compare them with Frank Zappa without vocals. He was able to make stories also with his songs. "Before and After Dinner" brings 12 songs and 40 minutes of music.
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